domenica 19 gennaio 2014

Dallas Buyers Club è il film che stavo aspettando da una vita.  


Non sono per nulla ben informata sulla carriera di Matthew McConaughey e, ahimé, mi sono persa il momento in cui è diventato così dannatamente bravo. Però, sono sicuramente meglio informata sulla carriera di Jared Leto che, io sostengo da sempre, dovrebbe dedicarsi maggiormente alla carriera cinematografica. Non per niente due dei miei film preferiti di sempre sono "suoi": Requiem For a Dream e Mr.Nobody. Ma passiamo a Dallas Buyers Club. Non sarà una recensione """professionale""". Non ho né la voglia né le competenze per farlo, anche perché quando si parla di serie tv sono un tantino più informata... sui film vado tutto a sensazione. Mi mancano film cult, mi mancano ultime uscite, recupero i film a casaccio, secondo il mood del momento. Sono praticamente un disastro quando si parla di cinema ma, ogni tanto, ho i momenti di passione pura come questo. 


Iniziamo con il dire che Dallas Buyers Club è un film bellissimo nella sua sconvolgente e sanguinante sofferenza. E' un cazzotto dritto in faccia e, appena riesci a riprendere fiato, ti arriva un altro pungo nello stomaco. E' bello come me l'aspettavo, è distruttivo come me l'aspettavo. Non mi dilungherò sulla trama, esiste sempre Wikipedia, ma Matthew McConaughey e Jared Leto hanno compiuto una trasformazione allucinante: qui si parla venti/trenta chili persi. D'altra parte era necessario, d'altra parte sono pagati un sacco di soldi, direte voi, ma io aggiungo che comunque sia non è facile. Non è facile mettersi alla prova con film del genere. Da sempre adoro gli attori estremisti, quelli che pur per impersonare al meglio un personaggio stravolgono la loro vita per riuscirci al meglio. Non è da tutti, assolutamente non è da tutti. 


Il regista Jean-Marc Vallée ai miei occhi è un perfetto sconosciuto. Prometto di recuperare la sua filmografia. Quindi, non ero influenzata da un amore proprio per il regista, se mai per Jared Leto che non sbaglia un colpo, quando sceglie i film dove prendere parte. Brevemente, la pellicola è ispirata ad una storia vera (ISPIRATO... non copiato, non seguito alla lettera.... ispirato) e si svolge nel 1986 in Texas. Ron Woodroof, texano duro e volgare, intepretato da McConaughey, scopre di avere l'HIV quindi decide di curarsi in modo "alternativo". Ron incontra Rayon, interpretato da Jared Leto, un transessuale sieropositivo. Woodroof, cowboy texano profondamente omofobo, inizia ad allargare i propri orizzonti mentali e grazie a Rayon e la dottoressa Eve Sacks (Jennifer Garner) riuscirà a resistere e vivere molto più tempo (sette anni) rispetto ai 30 giorni diagnosticati inizialmente dai medici. 



Il film è una critica alla medicina, sicuramente, ma il filo conduttore, secondo me, è proprio l'esistenza. Come ti comporteresti se hai solo 30 giorni da vivere? Come agiresti? Cosa faresti? Il film è stato presentato al Toronto International Film Festival 2013 accolto dall'applauso generale (gente che se ne intende). E' candidato agli Oscar.... e io ovviamente voterò mentalmente per lui, con tutte le mie forze. Dei film nominati (e mi baso solo sulla categoria Miglior Film) ne ho visti davvero pochi: l'orrendo American Hustle (qualcuno un giorno mi spiegherà qual è il senso del film perché io ho provato solo noia. Profonda, profondissima noia), il piacevole Captain Phillips ma... non capisco sinceramente cosa ci faccia li in mezzo e praticamente basta. Gli altri non li ho ancora visti. 


Bisogna sempre diffidare dei premi ma Matthew McConaughey, come miglior attore protagonista, e Jared Leto, come miglior attore non protagonista, non hanno mai meritato un premio così tanto. C'è tutta la passione che serve nel svolgere il proprio lavoro al meglio, in questi due attori e nell'interpretazione regalataci. 

Mi sono un minimo documentata sulle altre recensioni e la maggior critica compiuta verso il film è che McConaughey ruba così tanto la scena che gli altri attori spariscono. Critica secondo me completamente immotivata. Dallas Buyers Club è la storia di Ron, non è la storia di un accozzaglia di attori buttati a casaccio (American Hustle mi leggi?). Jared Leto interpreta un personaggio particolare che ruba la scena il giusto. Ci sono momenti nel film in cui la scena è sua, è di Rayon, non è di Ron. Jennifer Garner ci prova a reggere il passo, ha un sorriso bellissimo e dolcissimo che comunque t'impedisce di criticarla troppo ma, è doveroso dirlo, non regge il passo di Matthew e Jared. Sono lontani anni luce. Il film ha personaggi giusti, un numero molto esiguo di personaggi centrali ma è giusto che sia così. Non è un film "corale", è un film che ha come protagonista la malattia; una malattia che divora, che uccide la mente, prima ancora che il fisico. 


Ci sarebbe molto da dire sulla sperimentazione medica ma lo lascio fare a chi di competenza. Concludo dicendo che Dallas Buyers Club è un film forte, un film dannatamente forte come non ce n'erano da un po' di tempo. E' un film che pur nella sua profonda e sempre esposta crudeltà riesce sia a far sorridere, in alcuni momenti, sia a commuovere. Perché si arriva alla fine con gli occhi bagnati dalle lacrime. 


E' un film dove il protagonista è il dolore. Un dolore che riesce a materializzarsi, che assume quasi forme fisiche, forme reali. E' un film che non lascia indifferenti, non può lasciare indifferenti. Anzi, è un film profondamente devastante, che ti fa riflettere, che ti entra nelle viscere, che ti espone. 

Ci vuole coraggio nel produrre un film simile. 
Ci vuole coraggio ad approcciarsi alla sua visione.

E' un film reale, mozzafiato, doloroso, "materiale". E' un film che inevitabilmente sconvolge, che inevitabilmente ti lascia silenzioso e pensieroso. E' un film recitato così bene che ogni tanto ti viene voglia quasi di applaudire, anche se la pellicola non è ancora terminata. E' un film che probabilmente è troppo avanti per prendere qualche misera statuetta ma personalmente ha già vinto tutte le statuette del mondo, almeno per quest'anno. 

Jared Leto e Matthew McConaughey, regalateci più spesso film del genere. 


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