Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film. Mostra tutti i post

giovedì 4 febbraio 2016

Anche nel mio paesello di provincia ogni tanto si ricordano che esistono le rassegne e i film d'essai ed ecco in programmazione, per un’unica sera, Mustang. Lo sentivo già, sin dal primo trailer che ho visto, che questo film mi sarebbe piaciuto e mi avrebbe fatto male, alla follia.

Il primo impatto è un richiamo a Miss Violence ma Mustang riesce ad essere ancora più sottile, forse più superficiale, ma in realtà quello che si intravede e si intuisce è già fin troppo. Miss Violence non lo ricordo più così bene. Mi ricordo il silenzio in sala. Il mio silenzio al termine del film, per almeno decine di minuti. Mi ricordo che anche lui aveva fatto male. Quanto male il tempo lo ha attenuato.



Quello che fa specie è pensare che siamo nel 2016, lottiamo per tanti diritti, eppure ci sono ancora luoghi (e sono molti!) dove la quotidianità di queste ragazze e famiglie è la quotidianità di migliaia di famiglie. Fa incazzare che ci si ritrova a combattere per il diritto alla vita, per il diritto alla propria libertà. Per il diritto ad avere una vita.

Al termine del film mi sono girata un attimo, per vedere la reazione del pubblico in sala, e i fazzoletti, così come gli occhi lucidi nascosti sotto le sciarpe, abbondavano. Potere di un film acuto e sottile, di un film che va a toccare quelle corde che ci fanno capire quanto noi in realtà siamo fortunati. La bellezza, la purezza, la malizia e la gioia di vivere delle cinque sorelle è stata disarmante, così come il loro senso di unione, il loro senso di appartenenza. Ognuna con il proprio carattere, magari non approfondito nel migliore dei modi, ma che è emerso, a modo proprio, nel corso del film. Una pellicola da vedere (e rivedere con cautela) per ricordarci, una volta ogni tanto, quali sono i valori veri per cui lottare.

Voto:  ❤❤❤❤


domenica 25 gennaio 2015

Una settimana stranamente ricca di visioni cinematografiche (e non sempre e solo telefilmiche) anche se per la mia nuova cotta seriale del momento vanno spese due parole: Mozart in the Jungle. Recuperatelo tutti, tutto, sono 10 puntate da una ventina di minuti ciascuna. Merita tantissimo e Amazon ancora una volta ha fatto centro. E Gael García Bernal è di una goliardia davvero divertente. E' perfetto nel ruolo del Maestro, è trascinante. Saranno 20 minuti ben spesi, lo prometto.

Ma passiamo ai film visti... Sto cercando di fare i compiti a casa ed arrivare preparata agli Oscar, almeno per un anno. Sono aperte le scommesse se mai riuscirò a recuperare tutto entro il fatidico 22 Febbraio.


BIRDMAN

Non sono una fan di Alejandro González Iñárritu. Ho visto giusto Babel e 21 Grammi, che all'epoca ricordo mi aveva gasato parecchio ma non è di certo uno dei miei registi del cuore. Beh, dopo Birdman lo potrebbe tranquillamente diventare. Il cast della madonna quale Michael Keaton, Emma Stone, Edward Norton, Naomi Watts conta ben poco. Siamo abituati a filmoni con un cast stellare sulla carta che crollano miseramente durante la visione del film (American Hustle, ti ricordo ancora bene purtroppo). La miglior qualità di Birdman è una idea sottostante a dir poco geniale e una trama articolata senza risultare però eccessivamente complessa. E' facile seguire Birdman nei suoi dialoghi, nella sua regia sublime. Si rimane incollati allo schermo e viene solo voglia di applaudire per lunghi minuti a scena aperta. Ho adorato alla follia i dialoghi di Birdman.

Ieri durante la visione ero talmente immersa nel film che ho anche confuso, su Twitter, Emma Stone con Emma Watson ma nella mia mente la Stone era davvero molto chiara e la Watson, ahimè, non c'entrava nulla. Interpretazione sofferta, emotiva, sorprendente della Stone. Emma la seguo con interesse ma anche per lei, come per Iñárritu, non ho mai pensato di vendere i parenti. Dopo questo film ci potrei seriamente pensare. Adorabile anche il suo look e quegli occhioni enormi (ma ha sempre avuto occhi così grandi la Stone?).... Infine, che Michael Keaton ed Edward Norton fossero degli ottimi attori non ci sono mai stati dubbi ma in Birdman tutto viene esaltato alla massima potenza. Soprattutto nella parte finale del film. Soprattutto nelle scene finali. Ho letto che molti non hanno approvato il finale che ovviamente non svelo perché è una delle parti migliori del film (IMHO), ma ecco. Quale altro finale poteva risultare così giusto? Così in linea con lo spirito del film? Secondo me nessuno. Il finale perfetto per la pellicola.

Per curiosità ha googlato i giudizi da parte delle grandi testate cinematografiche (o presunte tali) su Birdman... 3 stellette, 3 e mezzo e sono piuttosto rimasta basita. O io ho visto un altro film o non ci siamo. Non voglio svelare troppo del film, non voglio addentrarmi in un'analisi psicologica anche perché in realtà mi sembrerebbe quasi di sporcarlo, di aggiungere parole dove non c'è necessità. Basti dire che Birdman è un film attuale, psicologico, introspettivo, dove i legami, il teatro e il potere pericoloso dei social network si legano profondamente. Ho amato quei piani sequenza ripetuti, la colonna sonora minimale nel suo particolare jazz, il viaggio nella mente dell'attore, all'interno delle ossessioni, delle manie e soprattutto delle paure. Perché alla fine, anche dopo uno spettacolo, anche dopo la fama, il senso di solitudine non ti abbandona mai. Quanto contiamo in realtà per gli altri? Quanto contiamo per noi stessi? Farsi queste domande fa paura, fa molta paura. E' un film sperimentale, innovativo, intimista, che non ha timore di mettere in luce le debolezze e le contraddizioni dell'essere umano ma anzi, sono questi i punti solidi e forti del film.

Siamo solo a fine Gennaio e non si può parlare di film dell'anno ma per me, almeno per ora, lo è. Voto: 9.



THE IMITATION GAME

Passiamo invece alle delusioni (mezza delusione) della settimana. The Imitation Game me lo aspettavo davvero molto meglio. Forse sono partita super motivata verso Benedict Cumberbatch e particolarmente positiva verso i film biografici (visto l'innamoramento attuale per La Teoria del Tutto). Perché The Imitation Game non ha funzionato? Bella domanda a cui mi piacerebbe avere una risposta... mi è sembrato un buon compitino portato a casa e nulla di più. Ho apprezzato molto il rispetto della pellicola per Alan Turing, ho amato il modo in cui Benedict lo ha interpretato, ho adorato il fatto di non indagare maggiormente sugli aspetti dell'omosessualità e della morte. L'ho trovato un film profondamente rispettoso della figura di Turing. Delicato. 

Detto questo però la pellicola non mi ha emozionata, neanche per un minuto. Complice anche forse l'antipatia verso Keira Knightley che, secondo me, non è stata per niente capace di portare sulla scena Joan. Joan è un personaggio chiave, nel film non si è avvertito ciò. Si avvertiva con tanta immaginazione, caricando la performance della Keira e immaginando un modo migliore di portare in scena Joan ma questo non basta. Non mi emozionava il suo cercare di capire un personaggio come Alan, non mi emozionava il suo modo di rapportarsi con Turing. Un film salvato dall'ottima prova di Benedict, che si è rivelato ancora una volta superbo, ma pretendevo lacrime che sgorgavano come fontanelle e invece non ci sono state... Peccato. Un vero peccato. Voto: 6.



AMERICAN SNIPER 

Ultimamente ho trovato un nuovo passatempo preferito. Quando qualcosa non mi va a genio la frase perfetta è: "E' quasi brutto come American Sniper". Insomma le 6 nomination agli Oscar sono un insulto e su questo non si discute. Se The Imitation Game non raggiunge i risultati sperati ma comunque è una pellicola di tutto rispetto American Sniper davvero, non lo è. Non ci si avvicina neanche, con tanta immaginazione. Siamo al 3° biopic visto e stiamo andando sempre peggio, non oso pensare a cosa mi attenderà per Big Eyes.

Le prime decine di minuti si passano a capire cosa abbia di strano Bradley Cooper... è senza barba! Poi fortunatamente la barba cresce e tutto è più rassicurante. A parte questa nota di dubbio conto, altra nota di dubbio interesse... Sienna Miller perché non sei bionda? Insomma, se non sapete già che nel film c'è Sienna Miller con un ruolo da co-protagonista, ecco non la riconoscerete mai. Sienna generalmente mi è simpatica a pelle, la trovo sempre carina e a modo. Qui sembra sia una cagna maledetta e ti viene voglia di prenderla per i bruni capelli e attaccarla al lampadario del soggiorno. Anche qui, come con Bradley, non si ottiene il risultato sperato e già non ci siamo.

Sulla parte della guerra e dell'addestramento non spendo parole. Non sono afferrata sui film di guerra quindi non sono in grado di dire se è stata messa in campo bene o male, in modo delicato o sofferto. Sta di fatto che mentre vedevo American Sniper ho giusto fatto quelle 200 cose rimaste in sospeso nel corso della settimana. Dopo aver identificato Bradley Cooper con la barba e Sienna Miller bruna, il tutto è stato una noia profonda. Mi dispiace veramente per Clint che generalmente porta in scena film intelligenti ma American Sniper, oltre ad essere recitato maluccio, è incongruente, è noioso, è così patriottico da risultare aberrante. Fra l'altro povero Clint, manco una nomination agli Oscar. Sei nomination praticamente inutili (e totalmente insensate) e lui neanche una povera nomination (che non avrebbe mai vinto ma almeno sarebbe stata una magra consolazione). 

Voglio spendere due righe sul bambolotto comprato a costo 2 euro dai cinesi. Come si vede dalla gif (ed è palese nel film!), Bradley si coccola vistosamente un bambolotto finto, fintissimo. Ora, va bene tutto, va bene il budget, va bene i bambini finti così non sono da cambiare, non piangono e non creano problemi ma seriously?! Per un film candidato all'Oscar mi mettete un bambolotto finto che più finto non si può? Non so se ridere, incazzarmi o piangere disperata. 

Cosa mi è piaciuto del film? Cosa salvo? Niente. Davvero niente. Come l'eroe americano è stato esaltato non mi è piaciuto per nulla, patriottico in maniera sbagliata, un film che non ha né capo né coda, che ha perso qualsiasi inizio e fine, non c'è un filo narrativo, non c'è una rilettura interessante e intensa del personaggio di Chris Kyle. Da una parte, viene da dire, meno male che il vero Chris Kyle si è potuto risparmiare questo scempio. Rivoglio 2 ore e 14 minuti. 




 


venerdì 22 novembre 2013

C'è un motivo per cui solitamente parlo di serie tv e non di film. Se con le prime sono abbastanza fissata, i secondi sono un ottimo passatempo ma non il mio preferito. Vivo di fisse anche in questo caso ma sono più "controllabili". Detto questo mi sono imbattuta nel film d'animazione giapponese "Wolf Children". Sì, quello che è stato al cinema un solo giorno. Proprio lui. Non sono un'esperta del genere anche se mi piace molto, forse troppo. L'animazione giapponese è per me qualcosa che colpisce nel profondo con i suoi colori, la sua ambientazione, le sue storie. Ovvio, impossibile fare di tutta l'erba un fascio, ma mi ci avvicino sempre con profondo timore. Sono ancora piangente in una valle di lacrime attendendo il ritorno di Nana, per dire. Ma passiamo oltre. 

Wolf Children. Bello da togliere il fiato. La storia è surreale, impossibile, fantasiosa ma comunque sia riesce perfettamente a coinvolgere lo spettatore. Una nota sui colori: Mamoru Hosoda realizza un film d'animazione che punta tutto sull'uso dei colori. Accecanti, in alcuni frangenti, color pastello in altri momenti (per quasi tutta la durata del film). Una realizzazione secondo me da applausi. Una storia che, seppur sai benissimo non possa essere vera, ti appassiona. Ti entra nel profondo subito dopo qualche momento e le prime lacrime iniziano a farsi largo. I momenti dei primi singhiozzamenti.


La trama è molto semplice e al contempo complessa: Hana è una studentessa che s'innamora di un ragazzo che ben presto si scoprirà essere un lupo. La coppia passa momenti molto felici (e lo spettatore ci è immerso fino al collo) quando sul più bello il compagno di Hana, nonché padre delle due creature appena nate, muore all'improvviso. Si scopre subito che i bambini sono entrambi lupi e quindi Hana per preservare la loro vita si trasferisce in una casa (magnifica!) sperduta in mezzo ai boschi, dove non c'è praticamente nessuno al di fuori di 4 anime pie. Raccontata così mi rendo conto che può sembrare una serie tv teen e viene da esclamare "Ancora i licantropi!" ma qua siamo su un altro mondo, signori. Dimentichiamoci vampiri, licantropi, tizi random senza maglietta messi a caso. No. Qui tutto è magnificamente studiato; da Hana passando per Ame e Yuki. Inutile dire, quasi, che il mio personaggio preferito è di gran lunga Yuki. Nella fase di Yuki bambina ho riso un sacco, mischiando lacrime e risate. Cosa si può volere di più?


Per una volta sarò stranamente breve. Sarò di parte ma consiglio la visione a tutti quelli che hanno bisogno di una storia diversa, una storia che nelle sue fondamenta ha sia un barlume di speranza ma anche una base di tristezza, una storia che sa convincere totalmente nella sua irrealtà. E non era impresa facile. 

Il merito dell'empatia, di quel profondo affetto immediato che fa sorridere e poi strappa anche qualche sonora risata sono Yuki e Ame. Due bambini lupo estremamente diversi fra di loro. Yuki nata in una giornata nervosa, Ame nato in una giornata uggiosa. La mia parte preferita del film è proprio l'infanzia di Yuki e Ame. Strappa il cuore da quanto è bella. Si vede proprio l'estremizzazione del carattere iperattivo di Yuki che si trasforma da bambina-lupo e lupo-bambina in un nanosecondo e poi la malinconia di Ame che invece pur essendo un lupo ha paura dei serpenti e di qualsiasi altro animale, almeno fino a quando è piccolo. Nota assolutamente positiva è l'animazione. Oltre ai colori, a come i personaggi sono disegnati, l'animazione io l'ho trovata personalmente sublime. Squisita. 


Il racconto è narrato proprio da una Yuki ormai adulta che ricorda la vita della madre e la sua infanzia assieme al fratello. Il tutto amplifica ancor più il senso di fiaba. Una fiaba moderna, inusuale, ma estremamente delicata e ben fatta. Si dà il caso che la sottoscritta debba ancora recuperare per bene Mamoru Hosoda ma questo piccolo gioiellino che mi è capitato fra le mani è un ottimo e convincente incentivo. Assolutamente da vedere, con la massima urgenza.






domenica 13 gennaio 2013

Un'epica storia del genere umano nella quale le azioni e le conseguenze delle nostre vite si intrecciano attraverso il passato, il presente e il futuro come una sola anima è trasformata da un assassino in un salvatore e un unico atto di gentilezza si insinua nei secoli sino ad ispirare una rivoluzione.
[Sinossi ufficiale del film]




Titolo: Cloud Atlas
Anno: 2012 [In Italia: 10 Gennaio 2013]
Paesi di produzione: USA & Germania
Registi: Lana & Andy Wachowski, Tom Tykwer
Attori principali: Tom Hanks, Halle Berry, Jim Boradbent, Hugo Weaving, Jim Stugess.

La trama, fra oggettività e soggettività


[Prima di iniziare a scrivere il mio giudizio su "Cloud Atlas", volevo precisare che purtroppo non ho ancora letto "L'atlante delle nuvole" di David Mitchell da cui è tratto il seguente film. Il libro è in wishlist da una vita ma non ho ancora avuto il tempo di leggerlo. Sarà in cima alle prossime letture]


Il film si snoda attorno ad un percorso cronologico che affronta sei epoche profondamente diverse fra loro ma legate a doppio filo mediante parecchie motivazioni, prima di tutto gli attori che compaiono all'interno dei vari episodi sono sostanzialmente gli stessi, o per lo meno, quelli principali vengono richiamati frequentemente. Inoltre, ogni storia apre una porta su quella successiva, in un legame che lo spettatore inizierà a capire lentamente. Quanto si può rivoluzionare il destino? Quanto si può combattere contro leggi già scritte? Quale impatto hanno le conseguenze delle nostre decisioni? Quale spazio hanno i sogni, i desideri, il coraggio? Cambiano le epoche e cosa è cambiato nella mentalità dell'uomo?

Le sei storie sono le seguenti:

1839. Il Viaggio nel Pacifico di Adam Ewing. Adam Ewing, giovane avvocato benestante, si trova a dover interagire con un clandestino nero Autua. Il capitolo si snoda attorno alle discriminazioni razziali molto evidenti in quegli anni (ma solo in quelli?) e al viaggio che Adam intraprende per tornare a casa dalla moglie. Il destino di Ewing viene quasi ribaltato grazie ad Autua che lo salverà più volte. [Commento personale: un capitolo ben fatto, piacevole da seguire con molti spunti attuali (a distanza di quasi due secoli)]

1936. Lettere da Zedelghem. In questo capitolo si narra la storia di Robert Frobisher, un giovane musicista omosessuale dal grande estro musicale che rincorre il sogno di scrivere l'opera del secolo. Il capitolo mette fin da subito in evidenza le difficoltà di essere omosessuale in un periodo quale l'inizio del Novecento. Robert mostra l'animo fragile classico degli artisti e il suo epilogo non è certo positivo. La storia viene narrata dall'amante di Robert, Rufus Sixsmith. [Commento personale: il mio episodio preferito. Assolutamente girato e interpretato benissimo. E' quasi impossibile non commuoversi e soffrire assieme a Robert Frobisher]

1972. Il primo caso di Luisa Rey. Ci troviamo in California e Luisa Rey è una giovane reporter che vuole dimostrare tutto il proprio coraggio e onorare la memoria del padre, un noto giornalista scomparso. Luisa Rey incontra Rufus Sixsmith ormai invecchiato e anziano che le vuole raccontare una storia fatta di segreti e di pericoli ma anche di un amore proibito e della magistrale ma sconosciuta composizione "Cloud Atlas Sextet". [Commento personale: Capitolo avvincente, probabilmente il preferito per chi ama le atmosfere noir]

2012. L'orribile impiccio del Signor Cavendish. L'editore Timothy Cavendish si trova in una situazione paradossale in quanto, dopo anni di sperperi, viene richiuso dal fratello, che si vuole vendicare per varie ragioni, in una casa di riposo molto particolare, di fatto si può considerare una vera e propria prigione. Il signor Cavendish con l'aiuto anche di altri arzilli nonnetti si fa coraggio e prende parte ad una fuga. [Commento personale: la storia più debole, strappa qualche risata ma in alcuni punti è alquanto scontata e sembra togliere spazio alle altre storie]

2144. La Preghiera di Sonmi 451. Ci troviamo in un futuro distopico dove un sistema totalitario tratta gli individui creati in una fabbrica degli orrori come oggetti (anzi, anche peggio). Grazie all'aiuto del colonnello e ribelle Hae-Joo chang, Sonmi riesce a capire in quale sistema lei e le altre ragazze create in modo totalmente "industriale" vivono. Sonmi assieme ai ribelli decide di rivolgersi al mondo pronunciando un discorso che assolutamente strappa applausi, dall'inizio alla fine. [Commento personale: il capitolo che senza dubbio fa riflettere maggiormente. Un futuro che può sembrare lontano anni luce da quello attuale ma siamo così sicuri che davvero lo è? La sensibilità di Sonmi, la sua ingenuità, il suo coraggio e soprattutto il suo amore sono descritti alla perfezione. Se non fosse che ho un debole per gli artisti maledetti, sarebbe il mio capitolo preferito dei sei. Strappa la seconda posizione]

2321. Sloosha Crossing e tutto il resto. Un vecchio Tom Hanks, Zachry, apre il film introducendo una storia che all'inizio lo spettatore (soprattutto se non ha letto il libro) ha qualche difficoltà a capire ma dalla seconda metà del film tutto diventa improvvisamente chiaro ed è proprio Zachry invecchiato che conclude il film, in una perfetta chiusura del cerchio. In uno scenario primitivo post-apocalittico Zachry è un fervente sostenitore della dea Sonmi e vive in una tribù pacifica fino quando non incontra Meronym, una prescelta che viene in questo villaggio per cercare di salvare il suo popolo. La storia conclude tutto il film in un lieto fine assolutamente post-apocalittico. [Commento personale: Tom Hanks e la sua bravura in questo capitolo innalzano il valore complessivo. Profondo amore per la bambina di Zachry che sembrava una piccola Flinstones. Piacevole, soprattutto nella parte finale]

Queste storie sono legate mediante un filo molto forte ma che appare chiaro solo successivamente grazie alle conseguenze. Cosa ne sarebbe stato se Adam Ewing non avesse raccontato il suo viaggio? Cosa sarebbe successo se Robert Frobisher non avesse trovato parte del libro e creato una delle più belle composizioni del secolo? Quale vita avrebbe vissuto Rufus Sixsmith se non avesse incontrato Robert e non avesse conosciuto gli orrori del nucleare? Cosa sarebbe accaduto se Luisa Rey non avesse avuto il coraggio di continuare la propria inchiesta a costo della morte?







Commento personale


Il film spinge più volte a delle riflessioni che riguardano sostanzialmente il significato della vita e del destino. Non avendo letto il libro la prima metà del film non è proprio facile da capire, a mio avviso. La costruzione quasi perfetta, sicuramente estremamente curata della pellicola, però non permette allo spettatore di stancarsi (seppur il film dura quasi tre ore) e neppure di vivere in uno stato di depressione da "Ma cosa mi stanno raccontando, non ci sto capendo niente". "Cloud Atlas" è una pellicola costata parecchio e girata in un lasso di tempo piuttosto lungo, questo ha permesso ai registi di trasmettere allo spettatore tutte le varie storie in modo sicuramente avvincente. Da MyMovies - Cloud Atlas leggo che "il film si può considerare il più costoso della storia della Germania e probabilmente il film più costoso di sempre".

"L'atlante delle nuove" fu regalato da Natalie Portman alla regista Lana Wachowski sul set di "V per Vendetta", uno dei miei film preferiti. Sonmi 451 avrebbe dovuto avere il volto di Natalie Portman ma l'attrice ha dovuto rinunciare alla parte in seguito alla gravidanza. Sicuramente Bae Doona è stata enormemente brava ma sarebbe stato curioso vedere Natalie Portman in un ruolo del genere. Un piccolo rammarico resta.

Ritornando al film, in qualche modo, è come se "Cloud Atlas" sia una sorta di sei film raggruppati in un unico solo maestoso titolo. Se siete amanti dei film lineari, con il bisogno di una trama precisa che vi venga spiegata passo passo, probabilmente non amerete "Cloud Atlas". Se invece amate i film contorti e complessi, quelli che vi fanno pensare e ripensare nei giorni successivi, quelli che scomodano temi esistenziali come la rivolta, la rivoluzione, il senso di ribellione, la fuga e il destino il costo del biglietto del cinema sarà più che ripagato. Un cast interessante unito a continui cambi di scenari e ambientazioni rendono il film davvero uno dei migliori del periodo.

Documentandomi un minimo prima di scrivere questi commenti a caldo sulla pellicola, ho trovato molti articoli che definiscono "Cloud Atlas" troppo ambizioso, un fallimento, un "polpettone". Assolutamente non sono d'accordo e non capisco neanche come si possa giudicare il film in questa maniera, sicuramente non è un filmetto da vedere durante una chiacchierata con gli amici che tanto, anche se ti perdi quattro battute, non succede nulla. Come sempre, i gusti sono gusti e vanno rispettati. Io lo consiglio vivamente.

Ps = Un recap dei personaggi e dei vari ruoli interpretati lo potete trovare nel paragrafo "Cast - Cloud Atlas" su Wikipedia Inglese. Li avete riconosciuti tutti i personaggi e le varie trasformazioni?

Ps del ps = Un articolo riflessivo "Why no Oscar love for Cloud Atlas?" 

Qualcuno di voi lo ha visto? Cosa ne pensate?



VOTO: 8/10