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giovedì 9 maggio 2013

Vorrei dedicare a questo spazio più tempo ma chi mi conosce sa che è un momento di puro stress, ergo incombe la tesi sulla mia capoccia. Detto questo passiamo al succo del discorso. Come sempre arrivo tardi, The Americans è finito da una settimana (abbondante), la primavera se ne è andata per sempre, non ci sono più le mezze stagioni, la crisi ci sta uccidendo lentamente ma, ritorniamo a The Americans. 

Ultimamente mi sono scoperta una grande amante dei spy drama. E chi l'avrebbe mai immaginato? In realtà tutto credo sia nato con il mio grandissimo amore telefilmico ossia Homeland. Il conto alla rovescia per la terza stagione ormai è definitivamente partito e non avete neanche idea di quanto mi manchino le espressioni di Carrie, la sua voce, la sua istintività. Adoro il personaggio telefilmico di Carrie Mathison, lo potrei difendere fino alla morte ma non voglio parlare di Homeland (ci sarà tempo per farlo) ma bensì di The Americans. Serie tv made in USA, trasmessa su FX da inizio 2013, 13 puntate con già rinnovo per la seconda stagione (e ci mancherebbe!)

[SEGUONO DIVAGAZIONI SENZA SPOILER
... Forse spoiler leggeri ...]


Brevissimamente la trama questa volta doverosa altrimenti non si capisce nulla: USA vs URSS ci troviamo in pienissima Guerra Fredda. Due spie russe ormai in America da molti anni, ovviamente sotto copertura, Philip ed Elizabeth si trovano coinvolti in sotterfugi, inseguimenti, recuperi di materiali preziosi ma soprattutto si ritrovano a dover far di tutto per non rimetterci le penne. C'è il KGB e c'è la grande patria America. C'è un matrimonio costruito a tavolino... Eppure. 

Alcune precisazioni d'obbligo. La serie è completamente ambientata negli anni Ottanta indi se i due hanno una pistola è già fin troppo, non aspettatevi dunque uno spy drama moderno. Assolutamente no. Tutto è riportato indietro nel tempo, compresi i tempi stessi del telefilm che risultano molto ampi, molto tranquilli come ritmo. The Americans è una serie tv profondamente introspettiva, seppur si tratti di una spy story. C'è un approfondimento psicologico di tutto rispetto, ci sono dinamiche che vanno non solo viste ma capite e metabolizzate. Bisogna donare il proprio tempo a The Americans. 

Perché mi è piaciuto The Americans? Assieme ad Utopia secondo me è la miglior serie del 2013 (fino ad ora). Utopia è un pugno in pieno stomaco, fin da subito. The Americans è invece un vermiciattolo che s'insinua lentamente. Prima c'è la freddezza di Elizabeth poi c'è la comprensione di Philip poi i ruoli si ribaltano, i figli crescono, il vicino fa parte dell'FBI, spunta l'affascinante personaggio di Nina. L'approfondimento di ogni singolo personaggio in The Americans è qualcosa di curatissimo. S'inizia a parteggiare fin da subito per la Russia (e ricordiamo che è una serie tv americana) anche solo per i personaggi di Philip ed Elizabeth, fantastici. Assolutamente fantastici. Per Elizabeth io ho coltivato un rapporto d'amore-odio, ci sono state alcune scene dove ho fatto fatica a digerirla altre invece dove parteggiavo spudoratamente per lei. Philip invece è sempre fantastico, dall'inizio alla fine, con solo uno "sbaglio" che però ha un senso, ha un senso profondo all'interno della storyline, non è uno sbaglio idiota alla cazzo di cane come quello di Vikings ma uno sbaglio studiato, meditato e comprensibile.



Menzione assolutamente doverosa per gli attori. Innanzitutto Keri Russell e Matthew Rhys ma anche Annet Mahendru (Nina) a me è piaciuta moltissimo. Keri e Matthew sono volti telefilmici abbastanza noti, la prima per Felicity il secondo probabilmente per Brothers & Sisters. Prima di The Americans mi stavano alquanto indifferenti. Nessun amore spassionato per loro ma in questo telefilm sono superbi. Non c'è un singolo frangente in cui si può dubitare della loro bravura che fa in modo di innalzare ancor di più un telefilm con una storyline già di per sé profondamente solida. 

Altre due motivazioni per vedere The Americans? La nonnina (su cui non dico niente per evitare spoiler ma merita moltissimo il suo personaggio) e i bambini telefilmici più sopportabili di sempre, si finisce quasi per voler bene a Paige ed Henry. Sono bambini (anzi ragazzini) normali, fanno domande normali, nessun supereroe, nessun bambino frignone per un'unghia rotta. 

La serie è stata ben accolta dalla critica mondiale per il suo essere coinvolgente e per il cercare di rappresentare il tanto discusso sogno americano. Prima di concludere volevo ricollegarmi ancora ad Homeland. Se voi cercate in rete troverete molti paragoni Homeland - The Americans. Personalmente posso dire che ci sono diversi punti in comuni: sogno americano - FBI - Forze dell'ordine americane - Minaccia per l'America - Attori favolosi però non si può partire a vedere The Americans avendo in mente Homeland altrimenti si distrugge sul nascere il telefilm. La suspense creata dal telefilm di Showtime è da cardiopalma. Io ho visto tutte le puntate con tanto di tisana accanto. Quella creata da The Americans è più diluita, meno d'impatto, è qualcosa che aleggia nell'aria e non ti colpisce immediatamente ma ti fa riflettere successivamente. Da considerare ovviamente che Homeland è ambientata ai giorni nostri mentre The Americans negli anni Ottanta e questo conta moltissimo al fine della tensione.



Concludendo The Americans la consiglio davvero a tutti, magari non a chi si spazientisce per un tempo un po' più diluito rispetto al dovuto. Ci sono atmosfere perfette e dialoghi profondi, intensi, veri, vividi. Ci sono personaggi che sono caratterizzati in ogni singolo dettaglio. Ci sono tematiche importanti sollevate, di puntata in puntata. C'è un finale fottutamente giusto. Giusto per l'apertura di una seconda stagione. 


martedì 26 marzo 2013

Stamattina, dopo il rientro a casa, stavo facendo il mio giro consueto su Blogger e mi sono imbattuta nel mio nome presente nel blog "In Central Perk". Sono sicura lo conosciate già ma se non fosse così, rimediate. E' un blog bello, interessante, ordinato, scorrevole, semplice, limpido e lineare. Come detto giustamente da Lisa questo mondo di Blogger è del tutto nuovo per me e non mi ci sono abituata ancora del tutto. Probabilmente per mancanza di tempo. Chissà.

Fatto sta che mi ha fatto molto piacere veder comparire il mio piccolo nome in un blog così piacevole. Ve lo siete segnato tutti vero? 

Intanto rispondo al "Liebster Award" a modo mio. Frequentando questo mondo da poco e scrivendo anche relativamente poco al momento, non mi va di realizzare i punti finali del regolamento. Voglio conoscere ancora meglio questa realtà per poi dare una mia personale interpretazione di ciò. E al momento non mi va di ammorbare nessuno con domande da parte mia. Quindi in punta di piedi rispondo solo a parte del "Liebster Award". L'anno prossimo, se ci sarà l'occasione, lo compilerò anche io tutto come è giusto che sia.

REGOLAMENTO IN BREVE:
  1. Ringraziare chi ha assegnato il premio citandolo nel post;
  2. Rispondere alle undici domande poste dal blog che ti ha premiato;
  3. Scrivere undici cose su di sé;
  4. Premiare undici blog che hanno meno di 200 follower;
  5. Formulare altre undici domande per gli altri blogger;
  6. Informare i blog del punto 5 del premio ricevuto.
Come detto mi fermerò al punto 3. Non perché voglia fare l'alternativa oppure quella che non è interessata ad indicare altri blog che meritano ma.... Le catene di qualsiasi tipo non mi sono mai piaciute e visto che questa è una pura eccezione ho deciso d'interpretarla a modo mio. Abituarsi in modo lento, questo è il segreto. 



Ringraziando ancora una volta "In Central Perk" e le bellissime parole di Lisa, ecco qui le mie risposte.

1. Ultimo film visto? 
Il lato positivo (Silver Linings Playbook). Molto carino anche se troppo romantico per i miei gusti. Però mi è piaciuto, mi ha lasciato quel retrogusto molto dolce ma piacevole.

2. La serie che più avete amato e che ora vi manca?
A caldo rispondo Fringe perché mi manca alla follia. Mi ero profondamente innamorata di ogni singolo personaggio da Walter a Peter ad Olivia. La ferita della fine non si è ancora rimarginata. Brucia Brucia e Fringe mi manca. 

3. Il personaggio filmico che più vi rappresenta?
Oh mamma che domanda difficile. (Passano almeno una ventina di minuti). Direi uno dei personaggi femminili di Sofia Coppola o meglio, un miscuglio di essi. Un pizzico di Cecilia Lisbon unita a Charlotte che fiorisce con Maria Antonietta. 

4. Quello telefilmico invece? 
Carrie di Homeland (Serie tv che ogni singolo essere umano deve vedere. Per forza). Oddio non sono proprio così battagliera ma l'adoro da ogni punto di vista. Adoro i suoi estremi ed in scala minore mi sento in qualche modo rappresentata. Non mi era mai piaciuto così tanto un personaggio femminile telefilmico. Una piccola Carrie che non deve salvare l'America, però.

5. Cosa volevate fare da grandi?
Credo di aver cambiato "lavoro" nella mia mente da bambina ogni singolo giorno. Dalla classicissima ballerina (la grazia non è mai stata una mia virtù e l'ho capito ben presto) passando per la pittrice, la scrittrice. Tutti lavori che in qualche modo avessero un contatto molto stretto con l'arte e la cultura. 

6. La canzone che avete bisogno di sentire per sentirvi meglio?
Preparo un elenco? Vado a sentimento attuale e dico "Non è per sempre" degli Afterhours. 

7. Quella che più vi vergognate di amare?
Ehm non ho molti scheletri musicali nell'armadio. Almeno credo. Dico "What's My Age Again" dei Blink 182. Per motivi legati all'adolescenza. Sono cresciuta negli anni in cui meglio dei Blink c'era poco o niente.

8. Il film che tutti reputano un capolavoro ma che voi ritenete una cag*** pazzesca?
"Il discorso del re". Credo di non essermi mai annoiata tanto in vita mia. 

9. Un film che è una cag*** pazzesca ma che a voi piace tanto lo stesso?
"10 cose che odio di te". In realtà dovrei scrivere tutta la filmografia di Heath Ledger, togliendo ovviamente i film ritenuti a gran ragione un successone. Di film discutibili Heath però ne aveva fatti parecchi e... io li ho amati tutti. 

10. Il film da tutti ritenuto un pilastro del cinema ma che non avete ancora visto?
Oddio purtroppo moltissimi. Un sacco di classici mancano nella mia collezione personale. Dico "Singin' in the Rain". Oltre al solito spezzone visto e stra visto non sono mai andata oltre.

11. Come stai?
Io e il mal di testa proseguiamo la nostra convivenza pacifica.

11 cose su di me:
  1. Amo i gatti ma sono circondata da persone che non li amano. 
  2. Fino a qualche anno fa avevo profondamente paura dei cani. Ogni volta che incrociavo un cagnolino, di qualsiasi specie e dimensione, cambiavo automaticamente strada.
  3. Bevo litri di tisane e tè. Continuamente.
  4. Adoro le serie tv come si sarà capito. Amo guardarle prima di andare a dormire. 
  5. Adoro l'organizzazione. La gente non organizzata e finta naif mi crea qualche problemino di convivenza pacifica.
  6. Ho una lavagnetta manuale per le serie tv con i giorni di programmazione (e sul pc uso altri quattro o cinque siti di promemoria uscite puntate). 
  7. L'ordine mi mette tranquillità.
  8. Ho almeno 10 personalità nascoste in un solo corpo. Chiamate un esorcista, forse è il caso.
  9. Non tollero la mancanza d'educazione. Si può dire qualsiasi cosa a qualunque persona ma con educazione. Questa sconosciuta nel 2013.
  10. Adoro viaggiare. Vedere realtà diverse. Vedere luoghi diversi.
  11. Non amo le sorprese ma adoro i regali.

lunedì 14 gennaio 2013


Ogni tanto penso di avere un pensiero continuo e generale in controtendenza a quello di gran parte della gente oppure non ho ancora capito come si sta al mondo, cosa molto probabile. Il giorno dopo i Golden Globes. Non capisco l'enormità dei post letti ma soprattutto di tweet che recitano, grosso modo, quanto segue: "Ah ci sono stati i Golden Globes ma me non interessa niente, che schifo" e via dicendo con "sono peggiorati", "ma di cosa stiamo parlando" tutto questo ripetuto per ennesime volte, di continuo. Ci mancava solo il classico "non ci sono più le mezze stagioni" e sarebbe stato un tripudio di frasi fatte. Questo preambolo assolutamente superfluo semplicemente per dire che non capisco cosa spinge l'animo umano a doversi inserire in un discorso "mediatico" quando non si è interessati all'argomento. Esiste una parola chiave chiamata silenzio ma sembra non essere più di moda. Avrei dovuto aprire un blog sulla selezione naturale, ancora una volta ho sbagliato tutto. 

Dunque, l'elenco dei vincitori, statuette varie, sconfitti e vittoriosi lo potete trovare ovunque sia nel web sia qui, con tanto di stellina in stile glitter che sentenzia il vincitore: Golden Globes 2013, nominati e vincitori.



Golden Globes 2013, una visione del tutto personale

In ordine vario vorrei spendere due parole su quanto per me di rilevante, ad esempio, mi scuserete per la mia totale ignoranza riguardo a "Girls" e tutto ciò che riguarda il mondo comico. Sia per serie tv sia per i film ho una totale disapprovazione per quanto di comico ci sia in giro quindi quando tutti stavano parlando di tale Lena Dunham avevo la faccia a punto interrogativo. Tutto ciò che deve fare forzatamente ridere mi manda in depressione. 

Detto questo passiamo al succo del discorso:

BEN AFFLECK & JENNIFER GARNER: spendo qualche parola per questa bellissima coppia che avevo dimenticato, soprattutto Jennifer, da me profondamente amata in Alias. Detto questo Ben Affleck ha fatto una scorpacciata di statuette meritate. Argo è proprio un bel film, con un'idea di fondo molto carina ed originale e tutto sommato con una struttura ben fatta. Il bacio spontaneo di Ben, la spiegazione di Jennifer una volta salita sul palco che con tanto di sorriso ha annunciato "E' mio marito", gli sguardi. Il romanticismo non smielato fatto a coppia. Approvati all'ennesima potenza. 

LEONARDO DI CAPRIO: vorrei menzionare colui che sta racimolando la considerazione di tutti in quanto gli sconfitti risultano sempre enormemente simpatici. Una delle prime immagini che la telecamera dei GG riprende è il sorriso di Di Caprio che purtroppo dura ben poco. Su Twitter, oggi, mentre vedevo i Golden Globes mi sono divertita scherzando sulla totale sfortuna di Leonardo Di Caprio che, poveretto, una statuetta se la sarebbe pure meritata. Invece no, bocca asciutta ai Golden Globes e già bocca asciutta per gli Oscar. Riprovaci Leo, tifiamo tutti per te e con te. 

ANNE HATHAWAY: la ragazza mi ha fatto altamente impressione (in negativo). Ora, io capisco che non è mai stata una donnona ma non mi è sembrata in grandissima forma anzi! Non aiutata da un vestito (completo) orrido che il bianco proprio non le si addice; insomma, l'ho vista in momenti migliori anche se lei non mi è mai stata particolarmente simpatica e non la ricordo neanche per una recitazione superba da lacrime istantanee. 

QUENTIN TARANTINO: insomma non si scopre nulla di nuovo. E' iniziato lo show che aveva in mano bicchieri di champagne a go go, dopo due ore lo show è finito e lui continuava a bere come se non ci fosse un domani. Per carità, Django Unchained lo si vedrà comunque con profonda attesa ma Tarantino rimane un personaggio da WTF. 

ADELE: probabilmente sarebbe stato meglio farla passare in sordina, da parte mia, senza soffermarmi ma sento un bisogno impellente di spendere due parole. Quando Adele ha fatto il suo ingresso nel mondo della musica mi stava pure piuttosto simpatica, ora non se ne può più. Una vittoria scontata che conoscevano pure i pavimenti di casa mia. Qualcuno mi deve spiegare la sceneggiata con tanto di "Oh My God" in ripetizione. La donna delle statuette piovute da ogni dove, la donna dei record si emoziona ancora per una vittoria scontata. Davvero poco credibile. Assolutamente bocciata dal mio punto di vista. Le sceneggiate se le potrebbe pure risparmiare. 

HOMELAND, DAMIEN LEWIS & CLAIRE DANES: il momento più bello dei Golden Globes 2013. Sì, sono estremamente di parte, sì ero in piedi sulla sedia per la loro vittoria esultando come manco alla vittoria dei Mondiali ma Homeland meritava tutte le statuette vinte e se possibile ancora di più. Una serie tv fantastica in tutto e per tutto. Non vedere e non amare Homeland è un vero oltraggio, da tutti i punti di vista. Trovo che il cast sia uno dei più belli di sempre e i discorsi di Damien Lewis e Claire Danes mi hanno strappato (quasi) le lacrime. Davvero la più bella sorpresa degli ultimi anni e, dopo averlo consigliato a mezza Italia buona, la vittoria mi ha reso felice come una mamma orgogliosa. Unica nota negativa la non vittoria di Mandy Patinkin. Il nostro Saul un premio se lo sarebbe proprio meritato e il suo sorriso davanti alla vittoria del cast, alla vittoria di Homeland è valso comunque il prezzo del biglietto (metaforico). La bravura di Mandy però avrebbe dovuto trovare uno spazio maggiore, tranquillo Saul, ci riproviamo l'anno prossimo. Ah, inizia il mio conto alla rovescia per la terza stagione che inizierà a fine Settembre, intanto si rivedrà la seconda seguendo la programmazione italiana. 

Da menzionare le apparizioni di Christian Bale che rimane sempre un gran bel vedere e di Jessica Alba da me sempre venerata. Menzione anche per Bradley Cooper.


Golden Globes 2013, i look migliori & i peggiori

Come sempre tanto cinema & serie tv ma anche sfavillanti look e come diceva qualcuno "sono pur sempre una donna". Quindi, quali sono i look da bocciare e quelli invece che fanno sognare? In questo momento mi sento una giovane Enzo Miccio & Carla Gozzi in erba. 




IL GUARDAROBA DA RUBARE:

1. Claire Danes. Sì, sono profondamente di parte ma lei merita premi e prime posizioni continue nonché fa scelte da me sempre apprezzate. Vorrei pure far notare che questa donna, in questa forma splendida, ha appena partorito. Vestito di Versace assolutamente perfetto per lei. Vai Claire, il mondo è tuo.

2. Jennifer Lawrence. Christian Dior strappa ancora una volta la quasi perfezione. Un vestito classico, senza troppe pretese, ma perfetto per una cerimonia del genere, vestito assolutamente approvato. 

3. Jennifer Garner. E' lei in qualche modo la regina della serata accanto al marito Ben Affleck. Jennifer prorompente e seducente in Vivienne Westwood. Un vestito che starebbe bene a poche, lei riesce nell'intento.

Menzione speciale per Rachel Weisz e un vestito non adatto, probabilmente, ai Golden Globes ma forse il più particolare (ma con gusto) apparso sulla passerella. Riutilizzalo per qualche altro evento, Rachel, non si butta via niente in tempo di guerra. 

Da menzione anche Miranda Kerr con uno spacco che solo un angelo di Victoria's Secret si può permettere. Un vestito sicuramente per poche.





BOCCIATURE PROFONDE:

1. Anne Hathaway. Sarà che io e lei proprio non troviamo un'affinità di nessun tipo ma questo completino molto finto raffinato di Chanel, insomma lascia a desiderare. Un fisico quasi scheletrico e un taglio sbarazzino per una carnagione che più pallida di così si muore, tutto questo in bianco. E' un enorme no. Riprovaci Anne e possibilmente sfrutta meglio Chanel, tu che puoi. 

2. Sienna Miller. La capacità di imbruttirsi delle donne, talvolta, deve essere documentata. Una bellezza come Sienna Miller rovinata da un completo che davvero fa urlare allo scempio. Tanti fiorellini per la Miller con un vestito di Erdem a cui bisognerebbe chiedere i danni morali per l'oscenità. Sienna, ti ricordiamo così

3. Lucy Liu. Definita da Harper's Bazaar come "ultra-femminile" vorrei ricordare che una tapezzeria di fiori non rende una donna femminile. Voglio un filmato di come la Liu si sia potuta sedere al tavolo occupando solo il proprio posto e non tutto il tavolo. Un ottimo spunto per la vostra prossima tappezzeria, firmata Carolina Herrera. 

Gli orrori del red carpet sono stati molti ma le varie Jennifer Lopez e Ariel Winter, per questa volta, sono state benedette.